I NOSTRI PRODOTTI

TRANSITO IN COPERTURA CON ANCORAGGI UNI EN 795 CLASSE A

Dispositivi di ancoraggio puntuali.


Descrizione:

Gli ancoraggi conformi alle norme UNI EN 795-classe A sono elementi strutturali isolati, posti in corrispondenza di una parete o applicati direttamente alla struttura di copertura, e garantiscono agli operatori di operare attività di manutenzione in un area circoscritta al punto ove sono ancorati.


Caratteristiche:

Gli ancoraggi sono realizzati generalmente in acciaio inox o zincato e possono essere fissati sia alle strutture in legno, in acciaio o in calcestruzzo mediante sistemi che ne garantiscano idonei valori di resistenza.
La distanza tra essi non deve superare i 2,00 m., in modo da consentire all’operatore provvisto di doppio cordino e imbracatura di restare comunque agganciato ad un dispositivo di ancoraggio, effettuando in sicurezza il transito in copertura.


DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354


Classe di distinzione:

Gli ancoraggi di tipo A si distinguono in due classi:
• Classe A1 – progettati per essere fissati a superfici verticali, orizzontili ed inclinate, per esempio pareti, colonne, architravi; sono dispositivi che danno modo all’operatore di muoversi nell’intorno nel punto di ancoraggio stesso liberamente in tutte le direzioni.
• Classe A2 – progettati per essere fissati su soli tetti inclinati; sono dispositivi che danno modo all’operatore di muoversi in uno spazio limitato e in una sola direzione.


Impiego:

L’uso dei dispositivi di ancoraggio puntuali, quali unici punti di ancoraggio per il transito in copertura, è consigliabile solo nei casi in cui, per motivi strutturali non risulti possibile installare una linea vita di tipo C.
Particolarmente adatti per brevi spostamenti tra l’accesso e il sistema anticaduta principale.


Specificità:

L’operatore, opportunamente imbracato con mezzo di trattenuta conforme alle norme EN 361, dal punto di accesso alla copertura, sia esso interno o esterno, dovrà avere la possibilità di legarsi immediatamente a uno degli ancoraggi tramite il connettore di un doppio cordino e da li muoversi sulla superficie del tetto con successive manovre di aggancio/sgancio del dispositivo anticaduta. Gli ancoraggi di classe A1, in alcuni casi possono essere utilizzati anche con i dispositivi anticaduta di tipo retrattile o guidato associati, comunque, a un cordino doppio che consenta all’operatore di passare in sicurezza da un ancoraggio all’altro e di collegarsi ai punti di trattenuta posti in prossimità del perimetro di copertura (per evitare l’effetto pendolo.)


Vantaggi:

• Basso impatto visivo.
• Contenimento dei costi di acquisto e di installazione.



Criticità:

• Spostamenti lenti causati dalle continue operazioni di aggancio/sgancio del dispositivo anticaduta (doppio cordino) che l’operatore dovrà eseguire per procedere lungo la superficie del tetto.
• Difficoltà di verifica dei punti di fissaggio alla struttura, nella eventualità che l’ancoraggio avvenga in coperture inclinate con manto di copertura e isolante termico.
• Ogni singolo ancoraggio può essere utilizzato da un solo operatore alla volta.



Ispezioni:

E’ necessaria la verifica periodica di resistenza e conservazione dei punti di ancoraggio secondo le indicazioni del fabbricante.





TRANSITO IN COPERTURA CON ANCORAGGI UNI EN 795 CLASSE B

Dispositivi di ancoraggio provvisori portatili


Descrizione:

Gli ancoraggi conformi alle norme UNI EN 795-cl.B sono dispositivi provvisori portatili, e si distinguono in due tipologie:
Dispositivi esterni per la creazione di una linea temporanea flessibile, costituita essenzialmente da anelli di fettuccia da agganciare alle strutture portanti esistenti per la sola durata dell’intervento, aventi lo scopo di garantire il transito in copertura in tutti quei casi in cui non sia disponibile una linea di ancoraggio permanente;
Dispositivi interni, costituiti generalmente da sistemi che sfruttano l’appoggio a contrasto con strutture portanti
I tipi più diffusi sono:
• Trave trasversale costituita da un elemento da porre a contrasto con la struttura che circoscrive l’apertura dalla quale si intende uscire o calarsi.
• Perni con ritenuta da inserire in asole di strutture portanti, quali ad esempio profilati in acciaio.
• Treppiede estremamente diffuso come mezzo di ancoraggio da porre al di sopra di aperture di solai, pozzetti, ingresso di silos, etc., viene utilizzato anche come dispositivo di ancoraggio per il recupero di un infortunato e per questo dotato di verricello.



Caratteristiche:

Il transito su tetti, effettuato con l’ausilio di questi tipi di ancoraggi presuppone la presenza di elementi strutturali tali da soddisfare le caratteristiche di resistenza.
Possono essere di tipo puntuale o costituiti da una linea di ancoraggio flessibile orizzontale temporanea, da utilizzare in presenza di strutture verticali fisse. Tale linea vita temporanea viene assimilata ai dispositivi di Classe B in quanto elemento interamente“trasportabile“.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354



Classe di distinzione:




Impiego:

L’uso di questi dispositivi, quali unici elementi di ancoraggio per il transito in copertura, è consentito solo nei casi in cui, per motivi strutturali non risulti possibile installare una linea vita o punti di trattenuta permanenti.
Possono essere installate su coperture piane o inclinate di particolare morfologia, nelle quali risulti disponibile un adeguato elemento strutturale portante a cui fissare in modo temporaneo il dispositivo di ancoraggio. La scelta della tipologia più indicata, dipende dalla natura della manutenzione da svolgere e dalle strutture che dovranno ospitare l’ancoraggio.
La affidabilità della loro installazione dovrà essere, comunque, verificata da parte di un tecnico qualificato.
Sono utilizzati prevalentemente per brevissime attività di verifica e controllo localizzate in punti ben definiti della copertura.



Specificità:

Per la sua caratteristica di temporaneità, non prevede alcun impatto visivo ne intervento invasivo sulle strutture.


Vantaggi:

• Sistema semplice, modulabile in base alle esigenze.
• Impatto visivo assente, data la caratteristica di temporaneità.



Criticità:

• Presuppone spostamenti lenti e in spazi ridotti.
• Può essere utilizzato solo in presenza di elementi strutturali adeguati.
• Nel caso di fettucce, i lati a spigolo della struttura di ancoraggio (es. pilastri in muratura o in c.a.) devono avere dei protettori nella zona di contatto con la fettuccia stessa.
• L’uso degli ancoraggi provvisori può avvenire solo da parte di personale altamente specializzato.
• Necessità di preventiva verifica statica delle strutture a cui l’ancoraggio viene fissato da parte di tecnico qualificato.
• Difficoltà di corrispondenza tra esigenze progettuali, desunte dall’analisi del rischio, ed esigenze di installazione.



Ispezioni:

Ispezioni:
Si prevede la verifica periodica, da parte del proprietario, dello stato di conservazione del sistema, secondo le indicazioni del fabbricante.






TRANSITO IN COPERTURA CON ANCORAGGI UNI EN 795 CLASSE C

Linee di ancoraggio flessibili.


Descrizione:

I dispositivi di ancoraggio conforme alle norme UNI EN 795 in classe C utilizzano linee di ancoraggio flessibili orizzontali realizzate con cavo metallico, fissato a due o più elementi di ancoraggio installati in modo permanente ad una struttura.
Il dispositivo di ancoraggio in esame,è costituito da:
• Cavo di ancoraggio flessibile
• Ancoraggio strutturale di estremità
• Ancoraggio strutturale intermedio (se richiesto dalla lunghezza della linea di vita)
• Elemento a curva (se presenti cambi di direzione della linea di vita)
• tenditore
• assorbitore di energia



Caratteristiche:

Costituito da due o più punti di ancoraggio collegati tra loro da un cavo messo in tensione; permette all’operatore di svolgere le attività di manutenzione in piena libertà.
Tutti i componenti del sistema di ancoraggio dovranno essere realizzati e assemblati nel rispetto delle caratteristiche di resistenza fissate dalla normativa UNI EN 795; dovranno essere costituiti da materiale resistente e indeformabile, in grado di mantenere i requisiti di resistenza nel tempo.
La distanza tra i punti di ancoraggio di estremità e l’installazione di eventuali ancoraggi intermedi sono definiti dalle note informative del fabbricante.
La linea di ancoraggio flessibile, deve essere collegata agli ancoraggi di estremità mediante l’ausilio di tendicavo e dissipatore di energia, essi consentono, rispettivamente, la regolazione del grado di tensione sul cavo e l’assorbimento delle eventuali sollecitazioni trasferite sulla fune dalla caduta dell’operatore.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354



Classe di distinzione:




Impiego:

Dispositivo che permette a più persone di spostarsi e operare in sicurezza, lungo un piano orizzontale, senza doversi stacare.
Può essere installato, attraverso supporti adeguati alle caratteristiche dei diversi sistemi portanti, su coperture piane o inclinate, su pareti verticali e su soffitti.
Se posizionato lontano dal punto di accesso, si deve prevedere l’installazione di ganci o linee guida supplementari per l’ancoraggio dell’operatore lungo il percorso di collegamento dal punto di accesso alla linea.



Specificità:

Sistema di ancoraggio caratterizzato da grande versatilità, in grado di coprire notevoli distanze.
Il posizionamento della linea di ancoraggio deve tenere conto dei rischi derivanti dall’insorgenza dell’effetto pendolo e dal dimensionamento del tirante d’aria.



Vantaggi:

• Di facile individuazione da parte dell’operatore.
• La presenza di dissipatore di energia, consente di assorbire gran parte dell’energia generata in caso di caduta, preservando quindi la struttura sulla quale è stata installata.
• Consente l’uso contemporaneo da parte di due o più operatori



Criticità:

• Mantenimento delle garanzie di resistenza dei suoi punti di ancoraggio e delle condizioni della fune
• Impatto visivo del sistema consistente.



Ispezioni:

In generale si prevede la verifica periodica di:
• Stabilità dei punti di ancoraggio
• Tirantatura del cavo mediante calibri o tensionatori;
• Stato di conservazione della componentistica secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto della linea;
• Sostituzione degli elementi usurati;
• Presenza delle istruzioni per l’uso e indicazione della massima forza ammissibile in corrispondenza degli ancoraggi strutturali.






TRANSITO IN COPERTURA CON ANCORAGGI UNI EN 795 CLASSE D

Linee di ancoraggio rigide.


Descrizione:

I dispositivi di ancoraggio conforme alle norme UNI EN 795 in classe D sono costituiti da rotaie o canaline rigide, dotate di un punto di ancoraggio mobile che scorre liberamente lungo la stessa canalina o rotaia, fissate a due o più punti della struttura, in modo permanente.


Caratteristiche:

Consentono all’operatore grande libertà di movimento.
I binari di scorrimento, al fine di evitare il distacco accidentale del carrello, sono dotati di dispositivo di fine corsa posizionato in corrispondenza di uno dei punti di ancoraggio terminali.
La distanza tra i punti di ancoraggio di estremità e l’installazione di eventuali ancoraggi intermedi, sono definiti dalle note informative dal fabbricante.
Supportato da sistemi di ancoraggio adeguati alle caratteristiche della struttura portante, può essere installato su superfici piane, inclinate, lungo pareti verticali e soffitti.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354



Classe di distinzione:




Impiego:

Trova larga applicazione su tutti i tipi di copertura, anche a geometria complessa e particolarmente estese.
E’ fortemente consigliato nel caso di manutenzione frequenti.
Se posizionato lontano dal punto di accesso, si deve prevedere l’installazione di ganci o linee guida supplementari per l’ancoraggio dell’operatore lungo il percorso di collegamento dal punto di accesso alla linea vita



Specificità:

Questo dispositivo, a fronte di una corretta analisi dei rischi, risulta altamente affidabile in quanto non si crea una freccia e di conseguenza limita il tirante d’aria necessario al di sotto della zona operativa. In caso di caduta, la sollecitazione prodotta viene assorbita quasi esclusivamente dalla deformazione della linea, proteggendo così la struttura e salvaguardando la resistenza dei punti di ancoraggio.
Può essere installato senza soluzione di continuità su superfici di lunghezza estesa e posti a quote diverse.
Adattabile anche a pareti verticali con andamento curvilineo. Il posizionamento della linea di ancoraggio deve tenere conto dei rischi derivanti dall’insorgenza dell’effetto pendolo e dal dimensionamento del tirante d’aria.



Vantaggi:

• Di facile individuazione da parte dell’operatore.
• Consente l’uso contemporaneo da parte di due o più operatori.



Criticità:

• Mantenimento delle garanzie di resistenza dei suoi punti di ancoraggio.
• Impatto visivo del sistema più consistente.
• Tempi maggiori di installazione.
• Onerosità del sistema.



Ispezioni:

In generale si prevede nella verifica periodica il controllo di:
• Stabilità dei punti di ancoraggio.
• Deformazione rigida della guida.
• Stato di conservazione della componentistica secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto della linea.
• Eventuali elementi usurati.
• Presenza delle istruzioni per l’uso e indicazione della massima forza ammissibile in corrispondenza degli ancoraggi strutturali.






TRANSITO IN COPERTURA CON CON DISPOSITIVI UNI 795 CLASSE E (A CORPO MORTO)

Dispositivi proovvisori ad ancoraggio mobile


Descrizione:

Il transito e l’esecuzione dei lavori in copertura avviene mediante l’ancoraggio a dispositivi provvisoriamente disposti o assemblati sulla copertura oggetto d’intervento di manutenzione.


Caratteristiche:

Da prevedere su superfici orizzontali piane (con pendenze non superiore a 5°) su cui posizionare i dispositivi di ancoraggio.


DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354



Classe di distinzione:




Impiego:

Da prevedere ove non possono essere istallate linee di ancoraggio, o altri sistemi di ancoraggio da disporre in maniera definitiva.


Specificità:

Da prevedere solo per brevi spostamenti in sicurezza dell’operatore su tratti di copertura limitati e per interventi di piccola manutenzione o ispezione.
Per lavori di maggiore entità si dovranno prevedere l’allestimento, lungo il perimetro della copertura, di idonee opere provvisionali e adeguati Dispositivi di Protezione Collettivi.



Vantaggi:

Semplicità di installazione (anche tramite carrello elevatore o gru).


Criticità:

Il transito mediante tali dispositivi non deve essere effettuato nelle condizioni sfavorevoli, di seguito illustrate; che il costruttore deve indicare nel libretto di istruzioni e che progettista ha l’obbligo di riportare nella relazione dell’elaborato tecnico della copertura:
• La distanza tra i più dispositivi di ancoraggio, deve essere tale che l’operatore possa passare da un ancoraggio all’altro rimanendo sempre ancorato.
• I dispositivi di ancoraggio a corpo morto non devono essere utilizzati in presenza di rischio di gelo o in condizioni di gelo.
• Uso dei dispositivi di ancoraggio a corpo morto dove è presente una contaminazione della copertura e/o del dispositivo di ancoraggio causata da olio, grasso ecc. o dalla crescita di alghe.
• I dispositivi di ancoraggio a corpo morto dovrebbero essere posizionati in modo da evitare aree di ristagno dell'acqua.
• Se il dispositivo di ancoraggio a corpo morto deve essere utilizzato su un tetto coperto a pietrisco, tutte le pietre staccate devono essere rimosse (per esempio spazzando con una spazzola dura) prima di assemblare il dispositivo di ancoraggio.
• Verificare la portanza della struttura su cui è installato.



Ispezioni:

Verifica periodica dello stato di conservazione di tutti gli elementi e soprattutto dei punti ancoraggio secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore.

Presenza della segnaletica di sicurezza e avvertimento fissa e/o temporanea.

Oltre alla conformità alla EN 365, il fabbricante, o l'installatore, deve indicare chiaramente, su o accanto al dispositivo di ancoraggio, i seguenti parametri:

a) il numero massimo di lavoratori collegabili;
b) l’esigenza di assorbitori di energia;
c) i requisiti relativi alla distanza dal suolo
Verifica periodica dello stato di conservazione secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore.
Aggiornamento del fascicolo di manutenzione fornito dal costruttore.






PARAPETTO PERMANENTE

Parapetti orizzontali e reclinabili


Descrizione:

Protezione permanente del bordo di copertura o di parti aperte della copertura dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.).


Caratteristiche:

I parapetti devono:
• essere costituito da materiale rigido e resistente, in buono stato di conservazione.
• avere consistenza rapportata alle sollecitazioni d’impiego e derivanti dalla pendenza della copertura;
• avere altezza utile non inferiore a 110 cm;
• essere costituito da almeno due correnti orizzontali, uno superiore ed uno intermedio (posto a metà altezza tra pavimento e corrente superiore);
• essere resistente nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere sottoposto, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua funzione;
• avere fascia continua poggiante sul piano di calpestio di altezza non inferiore a 10 cm;
• per coperture di forte pendenza (superiore a 50°) il parapetto deve essere pieno e di altezza superiore a 100 cm (altezza rapportata all’inclinazione della falda).



DPI associabili:

• Nessuno


Classe di distinzione:




Impiego:

DPC avente la funzione di impedire la caduta dall’alto del lavoratore. Particolarmente adatto alla protezione di aree di copertura di transito e lavoro con manutenzioni frequenti.


Specificità:

Dispositivo che garantisce la massima efficacia contro il rischio di cadute dall’alto e di caduta dall’alto di materiali e utensili. Richiede, normalmente, scarsa manutenzione derivante dall’assenza di meccanismi e semplicità tecnologica. Può essere utilizzato come punto di ancoraggio di DPI anticaduta, previa verifica della portata in relazione del carico applicato.


Vantaggi:

• Non necessita l’uitilizzo di DPI.
• Sportamenti rapidi nella copertura interessata, senza ingombro di linee e dispositivi anticaduta.
• Possibilità di mitigare il problema dell’impatto architettonico, utilizzando parapetti reclinabili.
• Manutenzione del sistema ridotta.



Criticità:

• Onerosità del sistema.


Ispezioni:

Punti di fissaggio dei montanti, montanti, correnti, fascia parapiede. In particolare dovrà essere verificata periodicamente (in funzione delle tecnologie e dei materiali) la stabilità dei fissaggi e lo stato delle componenti.





PARAPETTO PROVVISORIO

Parapetti provvisori


Descrizione:

Protezione del bordo di copertura o di parti aperte della copertura dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.). Composto da alloggiamenti fissi e parapetto provvisorio, in dotazione dell’immobile, da agganciare prima dell’esecuzione di manutenzioni che richiedono attività lavorativa in copertura.


Caratteristiche:

Costituito da materiale rigido e resistente, in buono stato di conservazione.
Deve:
• avere consistenza rapportata alle sollecitazioni d’impiego e derivanti dalla pendenza della copertura;
• avere altezza utile non inferiore a 100 cm;
• essere costituito da almeno due correnti orizzontali, uno superiore ed uno intermedio (posto a metà altezza tra pavimento e corrente superiore);
• resistere nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere sottoposto, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua funzione;
• avere una fascia continua poggiante sul piano di calpestio di altezza non inferiore a 15 cm;
PER I PARAPETTI CON MONTANTI INCASTRATI IN APPOSITI ALLOGGIAMENTI:
• avere alloggiamenti dei montanti fissati su componente strutturale della copertura.
PER I PARAPETTI CON MONTANTI A STRINGERE:
• Sistemi di fissaggio per soletta sporgente.
• Sistemi di fissaggio per cordolo sporgente verticale (blocco a ganascia fissa o regolabile).
• Sistemi di fissaggio a piastra verticale o inclinata (per blocco alla parete perimetrale o alla soletta della copertura).
Per coperture di forte pendenza (superiore a 50°) il parapetto deve essere pieno e di altezza superiore a 100 cm (altezza rapportata all’inclinazione della falda).



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361, (solo in fase di montaggio/smontaggio).
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2, (solo in fase di montaggio/smontaggio).
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354, (solo in fase di montaggio/smontaggio).



Classe di distinzione:




Impiego:

DPC avente la funzione di impedire la caduta dall’alto del lavoratore e di materiali, utensili, attrezzature di lavoro. Adatto alla protezione di aree di copertura di transito e lavoro, manutenzioni che utilizzano materiali, utensili o attrezzature che per caratteristiche, modalità di impiego o alimentazione, sono a loro volta motivo di esposizione a rischio.
I dispositivi possono essere impiegati esclusivamente secondo le modalità di montaggio e utilizzo previsti dal costruttore e in tal senso certificati



Specificità:

Dispositivo efficace contro il rischio di cadute dall’alto e di caduta dall’alto di materiali e utensili. Richiede, normalmente, scarsa manutenzione derivante dall’assenza di meccanismi e semplicità tecnologica. Soluzione non impattante sotto il profilo architettonico e ambientale.


Vantaggi:

• Non necessita l’uitilizzo di DPI durante l’utilizzo.
• Sportamenti rapidi nella copertura interessata, senza ingombro di linee e dispositivi anticaduta.



Criticità:

Richiede sistemi di protezione complementari sia durante la fase di montaggio, sia durante lo smontaggio. Sistema non adatto ad attività di monitoraggio-ispezione e per interventi di manutenzione di breve durata.
Tutte le varie componenti del sistema (elemento di ancoraggio, montanti) devono essere coordinate per assicurare le condizioni di garanzia certificate dal costruttore.



Ispezioni:

Alloggiamenti di fissaggio dei montanti, montanti, correnti, fascia parapiede.
In particolare dovrà essere verificata periodicamente (in funzione delle tecnologie e dei materiali) la pulizia degli alloggiamenti e delle componenti fisse di bloccaggio dei montanti. In caso di mantenimento della componente provvisoria del parapetto in area coperta risulta di minore importanza la verifica delle condizioni della stessa.






SCALE FISSE INCLINAZIONE < 75°

Scale fisse


Descrizione:

Sono percorsi che servono a raggiungere il punto di accesso alla copertura, costituiti da scale a sviluppo rettilineo dotate di gradini.


Caratteristiche:

Si tratta di percorsi verticali interni o esterni, costituiti da scale fisse, come sopra descritte, a cui la normativa regionale da priorità.
Devono avere dimensioni tali da consentire il passaggio dell’operatore e degli utensili da trasportare in condizione di sicurezza, con una larghezza non inferiore a 0.60 m per il solo transito dell’operatore (art. 8 DPGR 62/R).
Se interni all’edificio devono essere illuminati (almeno 20 lux).



DPI associabili:

• Nessuno.


Classe di distinzione:




Impiego:

E’ la soluzione di percorso verticale utilizzata quando si prevedono interventi di manutenzione in copertura molto frequenti (per es. a causa della presenza di impianti tecnologici) ed è quindi la maniera migliore per raggiungere in modo protetto l’accesso in copertura senza l’utilizzo di sistemi di arresto caduta.


Specificità:

E’ il percorso protetto verticale a cui dovrebbe essere data la priorità se il progetto non ha vincoli di tipo costruttivo ed architettonico.
In alternativa, il progettista deve debitamente giustificare nella relazione dell’elaborato tecnico della copertura l’impossibilità di adottare tale tipo di percorso a causa dei vincoli suddetti.



Vantaggi:

• Possibilità di raggiungere il punto di accesso alla copertura con il massimo grado di sicurezza possibile.


Criticità:

• Nessuna.


Ispezioni:

Verifica delle dimensioni se consentono il passaggio di persone ed eventuali utensili da lavoro, con larghezza non minore di 60 cm per il passaggio del solo operatore.
Le rampe delimitate da due pareti devono essere dotate di almeno un corrimano.
Verifica dell’assenza di ostacoli fissi in prossimità del percorso.
Verifica che tutti gli ostacoli che fissi che non possono essere rimossi lungo il percorso siano chiaramente segnalati e protetti in modo da non costituire pericolo.
Se la scala è posta internamente all’edificio verificare che l’illuminazione sia adeguata (almeno 20 lux).






SCALE FISSE INCLINAZIONE > 75°

Scale fisse a pioli


Descrizione:

Scala fissa a pioli in grado di permettere la salita dell’operatore in una copertura.


Caratteristiche:

Le scale fisse a pioli possono essere di due tipi:
1. scala fissa con due montanti verticali: Scala (a pioli) secondo EN ISO 14122-1, che è fissa e in cui i pioli sono disposti tra i montanti verticali e fissati agli stessi, dove i montanti verticali sostengono il carico.
2. scala fissa con un montante verticale: Scala (a pioli) secondo il punto EN ISO 14122-1, che è fissa e in cui i pioli sono fissati a entrambi i lati del montante verticale, dove il montante verticale sostiene da solo il carico.
I dispositivi di protezione contro le cadute comunemente utilizzati sono:
1. gabbia di sicurezza: Insieme avente la funzione di limitare il rischio di caduta di persone dalla scala.
2. dispositivo anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio rigida: Dispositivo di protezione fissato alla scala, utilizzato insieme a un dispositivo di protezione individuale del quale tutti devono disporre prima di poter utilizzare la scala (vedere anche definizione nella EN 353-1 e nella EN 363).
3. dispositivo anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio flessibile: Dispositivo di protezione fissato alla scala, utilizzato insieme a un dispositivo di protezione individuale del quale tutti devono disporre prima di poter utilizzare la scala (vedere anche definizione nella EN 353-2 e nella EN 363).
Le scale a pioli di altezza superiore a m 5, fissate su pareti o incastellature verticali o aventi una inclinazione superiore a 75 gradi, devono essere provviste, a partire da m 2,50 dal pavimento o dai ripiani, di una solida gabbia metallica di protezione avente maglie o aperture di ampiezza tale da impedire la caduta accidentale della persona verso l'esterno.
La parete della gabbia opposta al piano dei pioli non deve distare da questi più di cm 60. I pioli devono distare almeno 15 centimetri dalla parete alla quale sono applicati o alla quale la scala è fissata.
Quando l'applicazione della gabbia alle scale costituisca intralcio all'esercizio o presenti notevoli difficoltà costruttive, devono essere adottate, in luogo della gabbia, altre misure di sicurezza atte ad evitare la caduta delle persone per un tratto superiore ad un metro.
In questo caso è possibile applicare alla scala un dispositivo di tipo guidato rigido o flessibile , rispettivamente UNI EN 353.1 – UNI EN 353.2 in grado di consentire, nel rispetto della norma, l’impossibilità di una caduta per un tratto superiore ad un metro



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Connettore in acciaio con ghiera UNI EN 362.



Classe di distinzione:




Impiego:

Accesso alla copertura


Specificità:

Permette la salita in verticale.


Vantaggi:

• Accesso alla copertura rapido


Criticità:

• Scelta del tipo di dispositivo di protezione contro le cadute.


Ispezioni:

• Verifica delle condizioni prima della salita
• Revisioni periodiche dotati di dispositivi UNI EN 3531-2 dovranno riguardare: la resistenza dell’ancoraggio, l’efficienza del dispositivo di bloccaggio automatico, il deterioramento delle guide di scorrimento, l’affidabilità dei sistemi di fine corsa e dei meccanismi di chiusura dei connettori.






SCALA RETRATTILE

Scala retrattile interna


Descrizione:

Scala retrattile ad elementi snodati bilanciati, può essere a pioli o a gradini


Caratteristiche:

Scala ad elementi in acciaio rettilinei, ripieghevoli mediante snodi bilanciati in acciaio, muniti di sistemi di richiamo. Dotata di corrimani laterali e di maniglioni di sbarco.
La scala a gradini si caratterizza per avere la pedata di dimensione maggiore di 8 cm.
Se a pioli deve avere inclinazione compresa tra 60 e 80° (UNI EN 14975)
Se a gradini deve avere inclinazione compresa tra 15 e 60° (UNI EN 14975)
Questa tipologia di scala retrattile è consentita da ISPESL quale percorso di lavoro, in particolare per l’accesso del personale di manutenzione dei vani ascensori.
Dimensioni dell’apertura sulla copertura circa 130 x 70 cm (le dimensioni dipendono dal produttore); spessore della scala a riposo, circa 20/30 cm; altezza superabile fino a circa 300 cm.



DPI associabili:

• Nessuno.


Classe di distinzione:




Impiego:

Percorso d’accesso alla copertura dall’interno.
La scala retrattile a gradini (larghezza del gradino non inferiore a 8 cm) e con inclinazione compresa tra 15 e 60° può essere considerata via d’accesso permanente e paragonabile a scala tradizionale.
La scala retrattile a pioli può essere impiegata solo in caso di presenza di vincoli strutturali che impediscono l’utilizzo di scala tradizionale (con alzata e pedata) o di retrattile a gradini.



Specificità:

Sistema d’accesso alla copertura efficace e di semplice impiego.


Vantaggi:

• Economicità del sistema


Criticità:

• Il sistema non consente di superare altezze consistenti (superiori a 300/350 cm).
• Accesso ergonomicamente precario e scomodo.
• Difficoltà di acedere con attrezzature e/o materiali ingombranti.



Ispezioni:

Come da libretto del costruttore.





SCALE PORTATILI

Scale portatili di appoggio


Descrizione:

Percorsi non permanenti, costituiti da scale portatili d’appoggio.


Caratteristiche:

Scale a pioli che vengono trasportate ed istallate a mano e possono essere di diverso tipo:
• Scale semplici d’appoggio a pioli ad un solo tronco.
• Scale d’appoggio a pioli a più tronchi innestabili.
• Scale d’appoggio a sfilo con più tronchi, sviluppabili a mano o a fune.



DPI associabili:

• Nessuno.


Classe di distinzione:




Impiego:

Soluzione di percorso verticale utilizzata quando il progetto presenta vincoli costruttivi ed architettonici tali da non poter realizzare un percorso alternativo di tipo permanente per raggiungere l’accesso in copertura.


Specificità:

Nel caso dell’utilizzo di un percorso di tale tipo, non permanente, deve essere individuata posizione e spazio in grado di ospitare tale soluzione e deve essere previsto un idoneo sistema di ancoraggio della scala all’edificio.


Vantaggi:

• La temporanità del dispositivo permette la rimozione dello stesso, evitando impatti di tipo architettonici.


Criticità:

• Rischi di ribaltamento, sbandamento, slittamento, oscillazioni se la scala non è opportunamente vincolata alla zona di sbarco.


Ispezioni:

Verificare se la scala è correttamente vincolata alla zona di sbarco mediante ganci di trattenuta.
I montanti della scala devono sporgere devono sporgere a sufficienza (1 m) oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivi non garantiscono una presa sicura.
Verificare la presenza di un dispositivo rompitratta per scale a pioli di altezza superiore a 8 m, per ridurre la freccia di inflessione.






PONTEGGIO A TUBI E GIUNTI

Dispositivi di Protezione Collettiva (ponteggi)


Descrizione:

Struttura metallica complessa, indispensabile per effettuare lavorazioni in facciata nonché sulle coperture di edifici da costruire, restaurare o demolire di forma per lo più irregolare, collegato all’edificio mediante idonei ancoraggi.
Viene realizzato con elementi assemblati di infinite misure: tubi di differente lunghezza uniti con giunti ortogonali che creano strutture snelle ed adattabili.



Caratteristiche:

Flessibilità ed adattabilità: ogni volta che la geometria dell'opera da servire si presenta irregolare. La sua flessibilità ed adattabilità dimensionale si paga con maggiori attrezzature di cantiere, maggiori difficoltà di installazione e maggiore affaticamento degli operatori;
Ridotta rapidità di montaggio: solo squadre ben addestrate di specialisti sono in grado di montare con velocità, perizia ed in sicurezza questo tipo di ponteggi;
Scarsa economicità: ad un costo d'acquisto piuttosto basso si contrappone un costo d'esercizio elevato a causa, soprattutto, della laboriosità dei montaggi;
Ponteggio da manutenzione: portata max. sul piano150 daN/mq e impalcato di larghezza minima 60 cm;
Ponteggio da costruzione: portata max. sul piano 300 daN/mq e impalcato di larghezza minima 90 cm;
Piazzole di carico: portata sul piano 450 daN/mq;
Ancoraggi: di norma nei ponteggi di facciata, i più diffusi nei lavori di costruzione e di manutenzione edile, la norma richiede che vi sia un ancoraggio ogni 22 mq. di superficie.
Questa prescrizione è da considerare di Minima e va integrata obbligatoriamente in tutte le zone del ponteggio dove non esistono condizioni standard, (presenza di mantovana o parasassi, montacarichi, etc..).
L’azione del vento :
Le condizioni STANDARD per cui è autorizzato il montaggio del ponteggio secondo lo schema tipo prevedono:
1. Che le superfici esposte al vento siano quelle autorizzate
2. Che il vento non superi la velocità di 16 m/s (56,7 km/h) in presenza di sovraccarichi sugli impalcati di valore pari al massimo consentito (vento in condizioni di “servizio”)
3. Che il vento non superi la velocità di 30 m/s (108 km/h) in presenza di sovraccarichi sugli impalcati di valore pari alla metà dei valori massimi consentiti (vento in condizioni di “ fuori servizio”)
In condizioni diverse è necessario prevedere un aumento del numero degli ancoraggi ed una relazione di calcolo.
Gli ancoraggi non devono sostenere solo azioni ortogonali alla parete servita ma anche forze ad essa parallele.
Deve essere montato, con la procedura stabilita dal PIMUS, da personale abilitato, seguendo gli schemi del Libretto allegato e/o il progetto di montaggio, firmato da tecnico abilitato, per realizzazioni diverse dagli schemi del libretto o per ponteggi con altezza superiore a 20m.
Le condizioni degli elementi, con impresso il marchio del fabbricante, devono essere verificati prima di ogni montaggio a cura di del responsabile dell’impresa secondo idonea procedura così come previsto dall’allegato XIX del D. lgs. 9 aprile 2008, n° 8.
Durante l’utilizzo non deve essere modificato con l’asportazione anche temporanea degli elementi previsti nel libretto e negli schemi di montaggio.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354.



Classe di distinzione:




Impiego:

Esecuzione in sicurezza dei lavori in facciata e/o in copertura per edifici in costruzione o in manutenzione. lavori su opere in demolizione.


Specificità:

DISPOSITIVO DI PROTEZIONE COLLETTIVO che permette di realizzare in sicurezza, con una discreta flessibilità, lavori su facciate di edifici con forme per lo più irregolari.


Vantaggi:

• Flessibilità ed adattabilità alle qualsiasi tipo di geometria dell'opera da servire.
• Costo d'acquisto non elevato.



Criticità:

• Non è modificabile una volta realizzato e pertanto la realizzazione deve essere progettata prima dell’installazione mediante schemi di montaggio (PIMUS), in relazione alle caratteristiche dell’edificio ed alle lavorazioni da effettuare nel tempo.
• Elemento di estrema criticità per il ponteggio è la corretta valutazione della superficie di appoggio, il sistema di ancoraggio e l’eventuale presenza e/o la successiva installazione di teli e/o cartelloni pubblicitari.
• Deve essere montato e smontato secondo procedure precise (PIMUS) che prevedono l’utilizzo di personale addestrato mediante l’utilizzo di idonei DPI, in quanto queste fasi sono estremamente critiche per le cadute dall’alto degli operatori.
• Durante l’uso dovranno essere considerati i seguenti limiti.
- portata massima prevista dal libretto del ponteggio.
- rimozione di alcuni elementi del ponteggio, (tavole parapetti etc) durante le lavorazioni.
• Verificare se per il ponteggio serve la messa a terra, ovvero tutte le volte che la massa ha un valore di resistenza verso terra inferiore a 200 ohm; (ad esempio se il ponteggio è montato sull’asfalto o sul cemento non ci sono problemi);
• In base alla verifica da condurre ai sensi della norma CEI 81-10 (ad esempio per ponteggi di grandi dimensioni in località particolarmente esposte alla fulminazione) il collegamento di messa a terra può essere obbligatorio per la protezione contro le scariche atmosferiche.



Ispezioni:

Il ponteggio, con relativa omologazione ministeriale, deve essere montato, seguendo il libretto di montaggio secondo lo specifico PIMUS redatto per quel cantiere, con elementi che devono portare impressi, a rilievo od incisione, il nome o il marchio del fabbricante.
Il montaggio deve essere effettuato da personale abilitato ai sensi art. 136 del D.lgs 9 aprile 2008, n° 81
Le condizioni degli elementi devono essere verificati prima di ogni montaggio a cura del responsabile dell’impresa secondo idonea procedura.






PONTEGGIO A TELAI PREFABBRICATI METALLICI

Dispositivi di Protezione Collettiva (ponteggi)


Descrizione:

‘Struttura metallica’ realizzata con elementi precostituiti a portale oppure ad H (larg. 1,00 m ca) con vari passi (1,80-2,50-3,00 m) indispensabile per effettuare lavorazioni in facciata nonché sulle coperture di edifici da costruire, restaurare o demolire, collegato all’edificio mediante idonei ancoraggi.


Caratteristiche:

Ridotta flessibilità ed adattabilità dimensionale: non si presta in modo ottimale nel seguire i contorni o superfici complesse.
Estrema semplicità e rapidità di montaggio: purché l’opera sia estremamente regolare e priva di sporgenze e non richieda adattamenti di tipo geometrico.
Economicità: in caso di facciate piane e regolari, soprattutto se molto estese, diventa l’attrezzatura più conveniente anche dal punto di vista economico, per il basso costo d’acquisto e di esercizio.
Ponteggio da manutenzione: portata max. sul piano150 daN/mq e impalcato di larghezza minima 60 cm.
Ponteggio da costruzione: portata max. sul piano 300 daN/mq e impalcato di larghezza minima 90 cm.
Piazzole di carico: portata sul piano 450 daN/mq.
Ancoraggi: di norma nei ponteggi di facciata, i più diffusi nei lavori di costruzione e di manutenzione edile, la norma richiede che vi sia un ancoraggio ogni 22 mq. di superficie.
Questa prescrizione è da considerare di Minima e va integrata obbligatoriamente in tutte le zone del ponteggio dove non esistono condizioni standard.
L’azione del vento :
Le condizioni STANDARD per cui è autorizzato il montaggio del ponteggio secondo lo schema tipo prevedono:
• Che le superfici esposte al vento siano quelle autorizzate
• Che il vento non superi la velocità di 16 m/s (56,7 km/h) in presenza di sovraccarichi sugli impalcati di valore pari al massimo consentito (vento in condizioni di “servizio”)
• Che il vento non superi la velocità di 30 m/s (108 km/h) in presenza di sovraccarichi sugli impalcati di valore pari alla metà dei valori massimi consentiti (vento in condizioni di “ fuori servizio”)
In condizioni diverse è necessario prevedere un aumento del numero degli ancoraggi ed una relazione di calcolo.
Gli ancoraggi non devono sostenere solo azioni ortogonali alla parete servita ma anche forze ad essa parallele.
Deve essere montato, con la procedura stabilita dal PIMUS, da personale abilitato, seguendo gli schemi del Libretto allegato e/o il progetto di montaggio, firmato da tecnico abilitato, per realizzazioni diverse dagli schemi del libretto o per ponteggi con altezza superiore a 20m.
Le condizioni degli elementi, con impresso il marchio del fabbricante, devono essere verificati prima di ogni montaggio a cura di del responsabile dell’impresa secondo idonea procedura così come previsto dall’allegato XIX del D. lgs. 9 aprile 2008, n° 81.
Il tipo di aggancio dei correnti e dei sistemi di irrigidimento può essere a ‘boccole’ o a perni.
Durante l’utilizzo il ponteggio non deve essere modificato con l’asportazione anche temporanea degli elementi.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354.



Classe di distinzione:




Impiego:

Esecuzione in sicurezza dei lavori in facciata e/o in copertura per edifici in costruzione o in manutenzione, lavori su opere in demolizione.


Specificità:

DISPOSITIVO DI PROTEZIONE COLLETTIVO che costituisce l’unico modo per realizzare in sicurezza lavori sulle facciate degli edifici, per lavorazioni ad una quota superiore ai 2 ml, nonché sulle coperture ed in ogni altro caso che preveda la presenza del rischio di caduta dall’alto.


Vantaggi:

• Estrema semplicità e rapidità di montaggio, purché l’opera sia estremamente regolare e priva di sporgenze.
• Economicità in caso di facciate piane e regolari, soprattutto se molto estese, diventa l’attrezzatura più conveniente anche dal punto di vista economico, per il basso costo d’acquisto e di esercizio.



Criticità:

• Una volta realizzato non è facilmente modificabile e pertanto la realizzazione deve essere progettata prima dell’installazione mediante schemi di montaggio (PIMUS), in relazione alle caratteristiche dell’edificio ed alle lavorazioni da effettuare nel tempo.
• Elemento di estrema criticità per il ponteggio è la corretta valutazione della superficie di appoggio, il sistema di ancoraggio e l’eventuale presenza e/o la successiva installazione di teli e/o cartelloni pubblicitari
• Deve essere montato e smontato secondo procedure precise (PIMUS) che prevedono l’utilizzo di personale addestrato mediante l’utilizzo di idonei DPI, in quanto queste fasi sono estremamente critiche per le cadute dall’alto degli operatori.
• Durante l’uso dovranno essere considerati i seguenti limiti:
- portata massima prevista dal libretto del ponteggio.
- eventuale rimozione di alcuni elementi del ponteggio, (tavole parapetti etc) durante le lavorazioni.



Ispezioni:

Il ponteggio, con relativa omologazione ministeriale, deve essere montato, seguendo il libretto di montaggio secondo lo specifico PIMUS redatto per quel cantiere, con elementi che devono portare impressi, a rilievo od incisione, il nome o il marchio del fabbricante.
Il montaggio deve essere effettuato da personale abilitato ai sensi art. 136 del D.lgs 9 aprile 2008, n° 81
Le condizioni degli elementi devono essere verificati prima di ogni montaggio a cura del responsabile dell’impresa secondo idonea procedura.
Verificare se per il ponteggio serve la messa a terra, ovvero tutte le volte che la massa ha un valore di resistenza verso terra inferiore a 200 ohm; (ad esempio se il ponteggio è montato sull’asfalto o sul cemento non ci sono problemi);
In base alla verifica da condurre ai sensi della norma CEI 81-10 (ad esempio per ponteggi di grandi dimensioni in località particolarmente esposte alla fulminazione) il collegamento di messa a terra può essere obbligatorio per la protezione contro le scariche atmosferiche.






PONTEGGI A MONTANTI E TRAVERSI PREFABBRICATI-MULTIDIREZIONALI

Dispositivi di Protezione Collettiva (ponteggi)


Descrizione:

Struttura metallica particolarmente complessa’ indispensabile per effettuare lavorazioni in facciata nonché sulle coperture di edifici da costruire, restaurare o demolire, collegato all’edificio mediante idonei ancoraggi.
Viene realizzato con elementi assemblati in infinite misure: tubi di differente lunghezza uniti con snodi che creano strutture snelle ed adattabili.



Caratteristiche:

Discreta flessibilità ed adattabilità dimensionale: pur non raggiungendo la versatilità del ponteggio a tubi e giunti è certamente più versatile del ponteggio a telai prefabbricati, avendo la possibilità di nodi “a 8 vie” che permettono la giacitura di elementi a 45°.
E’ il più conveniente quando si debbano riempire dei “volumi”, cioè quando il ponteggio sia concepito come struttura tridimensionale e non solo come struttura di superficie da estendere lungo una facciata dell’edificio.
Discreta semplicità e rapidità di montaggio: anche per opere con limitate sporgenze e con adattamenti di tipo geometrico.
Economicità: a un costo d'acquisto piuttosto elevato si contrappone un costo d'esercizio particolarmente contenuto, il montaggio risulta essere un punto di forza, perfino nelle configurazioni più articolate e ricche di accessori, in quanto la particolare concezione dei nodi garantisce facilità e rapidità di assemblaggio, per ogni genere di componenti.
Ponteggio da manutenzione: portata max. sul piano150 daN/mq e impalcato di larghezza minima 60 cm.
Ponteggio da costruzione: portata max. sul piano 300 daN/mq e impalcato di larghezza minima 90 cm.
Piazzole di carico: portata sul piano 450 daN/mq.
Ancoraggi: di norma nei ponteggi di facciata, i più diffusi nei lavori di costruzione e di manutenzione edile, la norma richiede che vi sia un ancoraggio ogni 22 mq. di superficie.
Questa prescrizione è da considerare di Minima e va integrata obbligatoriamente in tutte le zone del ponteggio dove non esistono condizioni standard.
L’azione del vento :
Le condizioni STANDARD per cui è autorizzato il montaggio del ponteggio secondo lo schema tipo prevedono:
• Che le superfici esposte al vento siano quelle autorizzate.
• Che il vento non superi la velocità di 16 m/s (56,7 km/h) in presenza di sovraccarichi sugli impalcati di valore pari al massimo consentito (vento in condizioni di “servizio”).
• Che il vento non superi la velocità di 30 m/s (108 km/h) in presenza di sovraccarichi sugli impalcati di valore pari alla metà dei valori massimi consentiti (vento in condizioni di “ fuori servizio”).
• In condizioni diverse è necessario prevedere un aumento del numero degli ancoraggi ed una relazione di calcolo.
• Gli ancoraggi non devono sostenere solo azioni ortogonali alla parete servita ma anche forze ad essa parallele.
• Deve essere montato, con la procedura stabilita dal PIMUS, da personale abilitato, seguendo gli schemi del Libretto allegato e/o il progetto di montaggio, firmato da un tecnico abilitato, per realizzazioni diverse dagli schemi del libretto o per ponteggi con altezza superiore a 20m.
• Le condizioni degli elementi, con impresso il marchio del fabbricante, devono essere verificati prima di ogni montaggio a cura di del responsabile dell’impresa secondo idonea procedura così come previsto dalla CIRC MPLS n° 46/2000
• Durante l’utilizzo non deve essere modificato con l’asportazione anche temporanea degli elementi previsti nel libretto e negli schemi di montaggio.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354.



Classe di distinzione:




Impiego:

Esecuzione in sicurezza dei lavori in facciata e/o in copertura per edifici in costruzione o in manutenzione, lavori su opere in demolizione.


Specificità:

Dispositivo di protezione collettivo che permette di realizzare in sicurezza, con la massima flessibilità, lavori sulle facciate di edifici con forme perlopiù irregolari


Vantaggi:

• Discreta flessibilità ed adattabilità dimensionale, avendo la possibilità di nodi “a 8 vie” che permettono la giacitura di elementi a 45°.
• Discreta semplicità e rapidità di montaggio anche per opere con limitate sporgenze e con adattamenti di tipo geometrico.
• Economicità, costo di esercizio particolarmente contenuto, il montaggio risulta essere un punto di forza, perfino nelle configurazioni più articolate e ricche di accessori.



Criticità:

• Una volta realizzato non è modificabile e pertanto la realizzazione deve essere progettata prima dell’installazione mediante schemi di montaggio (PIMUS), in relazione alle caratteristiche dell’edificio ed alle lavorazioni da effettuare nel tempo.
• Elemento di estrema criticità per il ponteggio è la corretta valutazione della superficie di appoggio, il sistema di ancoraggio e l’eventuale presenza e/o la successiva installazione di teli e/o cartelloni pubblicitari
• Deve essere montato e smontato secondo procedure precise (PIMUS) che prevedono l’utilizzo di personale addestrato mediante l’utilizzo di idonei DPI, in quanto queste fasi sono estremamente critiche per le cadute dall’alto degli operatori.
• durante l’uso dovranno essere considerati i seguenti limiti:
- portata massima prevista dal libretto del ponteggio.
- rimozione di alcuni elementi del ponteggio, (tavole parapetti etc) durante le lavorazioni.



Ispezioni:

Le condizioni degli elementi devono essere verificati prima di ogni montaggio a cura del responsabile dell’impresa secondo idonea procedura così come previsto dalla CIRC MPLS n. 46/2000.





PONTEGGIO SU RUOTE A TORRE (TRABATTELLO)

Dispositivi di Protezione Collettiva (trabattello)


Descrizione:

Piano di lavoro sviluppabile in altezza e protetto sui 4 lati. Composto da base su ruote e stabilizzatori; montanti, traverse e controventature; piano di lavoro e sottoponte; parapetti sui 4 lati.


Caratteristiche:

Il dispositivo composto da elementi prefabbricati metallici (acciaio o alluminio) che realizzano dei piani di lavoro protetti sui 4 lati.
Fornito di base su ruote che consentono la movimentazione dello stesso (senza la presenza di alcun operatore sul ponte). Le ruote in fase di lavoro devono essere bloccate e collocate in piano. Alcuni modelli consentono l’appoggio su ruote oppure su piedi stabilizzatori, in tal caso il ponteggio può classificarsi come fisso.
L’altezza massima raggiungibile è di 12 m in ambienti interni e di 8 m in ambienti esterni (UNI EN 1004).
Il dispositivo deve avere certificato di conformità UNI EN 1004 o di superamento delle prove di carico e rigidità di cui all’appendice A e B della suddetta norma tecnica.
Almeno ogni 4 metri d’altezza deve essere realizzato un piano di lavoro (ad eccezione del primo che può essere realizzato a 4,60 mt da terra). Può essere impiegato anche con un solo piano di lavoro in sommità ma unitamente a DPI anticaduta.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361, (solo in fase di montaggio/smontaggio).
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354, (solo in fase di montaggio/smontaggio).



Classe di distinzione:




Impiego:

DPC avente la funzione di realizzare un sicuro piano di lavoro atto ad impedire la caduta dall’alto del lavoratore e di materiali, utensili, attrezzature di lavoro.
La salita deve essere interna al trabatello, occorre impiegare le apposite scale e botole e utilizzare durante gli spostamenti verticali idonei DPI anticaduta.
Adatto ad attività manutentive sul perimetro della copertura; (solo in conformità con quanto previsto dal libretto d’uso e manutenzione può essere utilizzato come via di accesso esterna e provvisoria alla copertura, assicurando condizioni di sbarco in condizioni di sicurezza).



Specificità:

Garantisce velocità di montaggio e ampia flessibilità e adattabilità alle condizioni particolari del sito.


Vantaggi:

• Movimentazione della struttura anche quando completata.
• Discreta semplicità e rapidità di montaggio.



Criticità:

• Non è sistema in dotazione dell’opera e deve essere richiesto alle differenti imprese che eseguono le attività manutentive.
• Normalmente richiede ancoraggio alla facciata, non sempre di facile realizzazione ad edificio completato (deve essere ancorato alla facciata almeno ogni 2 piani).
• Richiede sistemi di protezione complementari sia durante la fase di montaggio/smontaggio, sia durante la movimentazione verticale sul ponte.



Ispezioni:

Come indicato dal libretto d’uso e manutenzione del costruttore.





PIATTAFORMA ELEVABILE

Dispositivi di Protezione Collettiva (piattaforma elevabile)


Descrizione:

Piano di lavoro motorizzato sviluppabile in altezza e protetto con parapetto fisso sui 4 lati. Composto da ripiano protetto, colonna/e cremagliera di scorrimento motorizzato del piano, base/i di appoggio a terra ed elementi di ancoraggio delle colonne alla facciata, impianto di movimentazione verticale e sistemi di comando.


Caratteristiche:

Il dispositivo composto da elementi prefabbricati metallici (acciaio o alluminio) realizza un piano di lavoro protetti sui 4 lati che può essere azionato verticalmente sulla facciata fino alla copertura.
Esistono dispositivi con ripiani di contenute dimensioni e che possono spostarsi verticalmente per altezze ridotte sostenute da monocolonna e piattaforme di maggiori dimensioni (circa 25 mt di lunghezza) che possono raggiungere altezze elevate (circa 120 mt d’altezza) che scorrono su una doppia colonna ancorata alla facciata.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Connettore in acciaio con ghiera UNI EN 362.



Classe di distinzione:




Impiego:

DPC avente la funzione di realizzare un sicuro piano di lavoro atto ad impedire la caduta dall’alto del lavoratore e di materiali, utensili, attrezzature di lavoro.
Adatto ad attività manutentive sul perimetro della copertura o come via di accesso esterna e provvisoria alla stessa (solo con sistemi certificati dal costruttore per tale impiego).
Il dispositivo dovrà essere impiegato esclusivamente secondo le modalità di montaggio/smontaggio e utilizzo previsti dal costruttore e in tal senso certificato.



Specificità:

Dispositivo efficace contro il rischio di cadute dall’alto e di caduta dall’alto di materiali e utensili. Può trovare impiego anche per facciate e coperture collocate a notevole altezza dove la realizzazione di un ponteggio fisso o con trabatello ancorato diventano impossibili.
Garantisce velocità di montaggio e consente di risolvere esigenze di accesso dal fronte esterno alla copertura (solo con piattaforma elevabile certificata), è sistema particolarmente efficace nel caso di attività congiunte da effettuare sia in copertura sia in facciata (per esempio manutenzioni di gronda, perimetro del tetto e sistema smaltimento acque meteoriche).



Vantaggi:

• Raggiungimento di altezze elevate.


Criticità:

• Non è sistema in dotazione dell’opera.
• Normalmente richiede ancoraggio alla facciata delle colonne-cremagliera (esclusa solo per impiego in altezze contenute e nei casi previsti dal libretto del costruttore), non sempre di facile realizzazione ad edificio completato.
• Il suo impiego come luogo di lavoro è limitato al solo bordo della copertura raggiungibile dall’operatore senza sporgersi dai parapetti laterali.
• Richiede sistemi di protezione complementari sia durante la fase di spostamento, sia durante la fase di esecuzione delle lavorazioni manutentive. Per questo motivo il sistema non è adatto ad attività di monitoraggio-ispezione e per interventi di manutenzione di breve durata, per i quali meglio si adatta la movimentazione con DPI anticaduta.



Ispezioni:

Come indicato dal libretto d’uso e manutenzione del costruttore.





PIATTAFORMA MOBILE (CESTELLO)

Dispositivi di Protezione Collettiva (cestello)


Descrizione:

Piano di lavoro motorizzato sviluppabile in altezza e lateralmente (movimentazione sia verticale che orizzontale). Sistema particolarmente efficace nel caso di ispezioni o interventi urgenti.
Composto da ripiano, elemento di sostegno e movimentazione di varie tipologie (asta pneumatica, a forbice, a braccio articolato, ecc), base di appoggio a terra su ruote bloccabili, su carro o autocarro, impianto di movimentazione e sistemi di comando dal cestello di lavoro.



Caratteristiche:

Consiste in piattaforma chiusa per il lavoro in quota, sostenuta da dispositivi che consentono, generalmente, la movimentazione sia verticale che laterale (ad esclusione della piattaforma a pantografo). La base è dotata di stabilizzatori che bloccano al suolo il sistema durante il suo impiego. Protetto con parapetto fisso su tutti i quattro lati, ripiano protetto da sistema anti-oscillazioni, elemento di sostegno e movimentazione motorizzato con comandi sul cestello, base di appoggio a terra ed elementi stabilizzanti.
A seconda delle altezze da raggiungere e dal tipo di base di appoggio si distinguono:
• cestello telescopico su base semovente su ruote gommate;
• cestello telescopico su base semovente su cingoli;
• cestello su automezzo;
• piattaforma a pantografo.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Connettore in acciaio con ghiera UNI EN 362.



Classe di distinzione:




Impiego:

Sistema adatto ad attività manutentive sul perimetro della copertura.
Il cestello, se non certificato per lo sbarco in quota, non può essere impiegato come sistema di accesso alla copertura e l’attività dell’operatore deve essere eseguita sempre all’interno del cestello, con imbracatura agganciata.



Specificità:

Dispositivo per il lavoro in quota efficace e di immediato impiego, non richiede attività preparatoria a terra o sulla facciata (a parte la delimitazione dell’area di lavoro per il rischio di caduta utensili), ed è pertanto adatto ad attività urgenti su facciate, cornicioni, coperture di non eccessiva profondità (per la parte raggiungibile dall’operatore agendo dall’interno del cestello).
Consente la manovrabilità del piano di lavoro, in alcuni casi a 360 gradi (tipologia a braccio articolato) e, comunque la movimentazione del cestello sia in altezza che lateralmente (ad esclusione della piattaforma a pantografo che può avere movimentazione solo verticale).


Vantaggi:

• Sistema particolarmente efficace nel caso di ispezioni o interventi urgenti.


Criticità:

• Non è sistema permanente e limita l’operatività dell’operatore alle componenti raggiungibili dall’interno del cestello.
• Se non certificato per lo sbarco in quota non può essere impiegato come dispositivo per l’accesso alla copertura.
• Il dispositivo può essere utilizzato solo da uno o due operatori a bordo del cestello e con carichi d’esercizio di circa 200 daN (circa 200 kg). Non è consentito il suo impiego per il trasporto di materiali o attrezzature se non quelle espressamente indicate dal costruttore e munite di aggancio compatibile.
• Richiede sistemi di protezione complementari sia durante la fase di spostamento, sia durante la fase di esecuzione delle lavorazioni manutentive.



Ispezioni:

Come indicato dal libretto d’uso e manutenzione del costruttore.





RETI DI SICUREZZA

Dispositivi di Protezione Collettiva (reti di sicurezza)


Descrizione:

Una connessione di maglie di nylon o materiali plastici sostenuta da una fune sul bordo ancorata con idonei elementi al fine di fermare la caduta di persone.


Caratteristiche:

Permettono nelle varie soluzioni possibili di utilizzo, di impedire cadute accidentali degli operatori e/o cadute di materiali sugli operatori.
Devono essere installate secondo il Manuale di montaggio dagli addetti alla sicurezza del cantiere, sono classificate in 3 sistemi: sistema S, utilizzo orizzontale; sistema T, sempre orizzontale su telaio di supporto; sistema U, attaccata al intelaiatura con uso verticale; sistema V attaccata ad un sostegno a forca.
Le condizioni delle reti devono essere verificate prima di ogni montaggio a cura del responsabile dell’impresa-montatore.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361, (solo in fase di montaggio/smontaggio).
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2, (solo in fase di montaggio/smontaggio).
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354, (solo in fase di montaggio/smontaggio).



Classe di distinzione:




Impiego:

Per lavori sui solai, sui tetti, sui ponti, sui viadotti o di scavo, anche ad integrazione di parapetti e di altri DPC.


Specificità:

Dispositivo di protezione collettivo che permette di ridurre il rischio di infortunio per caduta dall’alto.


Vantaggi:

• Sistema che permette di ridurre il rischio di caduta dall’alto.


Criticità:

• Montaggio non corretto.
• Valutazione dell’abbassamento della rete per caduta di operatore o sulla possibilità di urti sulle strutture.
• Deve essere valutato in cantiere l’ancoraggio alla struttura portante.
• Onerosità del sistema, acquisto, manutenzione e montaggio.



Ispezioni:

Le condizioni degli elementi devono essere verificati durante l’uso a cura del responsabile dell’impresa-montatore seguendo le indicazioni del costruttore.





TRANSITO IN COPERTURA CON ANCORAGGI UNI EN 517

Ganci da tetto.


Descrizione:

L’uso dei GANCI DA TETTO UNI EN 517, quali unici punti di ancoraggio per il transito in copertura, è consentito solo per brevi spostamenti e nei casi in cui, per motivi strutturali, non risulti possibile installare una line vita.


Caratteristiche:

Gli ancoraggi sono realizzati generalmente in acciaio inox o zincato e possono essere fissati alle strutture in legno, acciaio e in latero-cemento mediante sistemi che ne garantiscano idonei valori di resistenza. La distanza tra essi non deve superare i mt. 2,00, in quanto il dispositivo che consente all’operatore di spostarsi in copertura, assicurandosi a questo tipo di ancoraggio, è costituito da doppio cordino conforme alla norma UNI EN 354 (lunghezza massima 2 m) con dissipatore di energia e da una imbracatura per il corpo a noma UNI EN 361.
Sono costituiti essenzialmente da:
• un gancio ad uncino per il sostegno delle attrezzature necessarie all’opera di manutenzione;
• un anello chiuso per l’ancoraggio dei dispositivi di protezione individuale anticaduta;
• un sistema di fissaggio direttamente connesso alla struttura portante del tetto.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354



Classe di distinzione:

Gli ancoraggi conformi alle norme UNI EN 517, meglio noti con il nome di “Ganci di sicurezza da tetto” sono elementi strutturali fissi, posti sulla superficie dei tetti a falde per assicurare le persone e fissare i carichi.
Si distinguono in due tipi:
• Il tipo A con carico applicabile lungo l’asse maggiore o la pendenza della falda;
• Il tipo B con carico applicabile anche trasversalmente alla pendenza della falda.



Impiego:

L’uso dei ganci da tetto, quali unici punti di ancoraggio per il transito in copertura, è consentito solo e soltanto nei casi in cui, per motivi strutturali non risulti possibile installare una linea vita, particolarmente adatti per brevi spostamenti tra l’accesso e il sistema anticaduta principale.


Specificità:

I ganci correttamente posizionati consentono all’operatore spostamenti in condizioni di “caduta totalmente trattenuta”.
Possono essere utilizzati anche per arrestare una caduta dinamica.
La forma dell’ancoraggio, costituita nella sua parte superiore da un gancio di sostegno, permette, entro i limiti consentiti dal produttore, il posizionamento di materiali e attrezzature in copertura.
Basso impatto visivo.



Vantaggi:

• Basso impatto visivo.
• Utili per la formazione di camminamenti nelle coperture fortemente inclinate >50%.



Criticità:

• Spostamenti lenti causati dalle continue operazioni di aggancio/sgancio del dispositivo anticaduta (doppio cordino) che l’operatore dovrà eseguire per procedere lungo la superficie del tetto.
• Il GANCIO DI TIPO “A” garantisce lo sforzo a trazione solo nella direzione di pendenza della falda (asse y).
• Difficoltà di verifica dei punti di fissaggio alla struttura.
• Diffusa discontinuità del manto impermeabilizzante.
• Ogni singolo ancoraggio può essere utilizzato da un solo operatore alla volta.
• Difficoltà di trasporto di materiali e attrezzature.



Ispezioni:

Verifica periodica di resistenza e conservazione secondo le indicazioni contenute nel libretto di uso e manutenzione rilasciato dal produttore.





PIANI DI CAMMINAMENTO

Piani di camminamento fissi


Descrizione:

I piani di camminamento sono opere fisse, con funzione di percorso di transito, di collegamento in quota e/o installazioni fisse per l’accesso al tetto. Utilizzati per lavori in copertura, consentono di ripartire e sostenere il carico in maniera uniforme permettendo ad un operatore di stare in piedi o camminare in sicurezza.


Caratteristiche:

La norma UNI EN 516 prescrive che la piattaforma del piano di camminamento deve avere una dimensione minima di cm. 40x25. La stessa norma precisa che un piano di camminamento di lunghezza superiore a 50 cm è una passerella.



DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354



Classe di distinzione:

• Classe 1 (installazioni che non possono essere usate quali punti di ancoraggio per DPI anticaduta)
• Classe 2 (installazioni che possono essere usate quali punti di ancoraggio per DPI anticaduta).



Impiego:

I piani di camminamento consentono al lavoratore di transitare in sicurezza sulla copertura per effettuare le manutenzioni oppure di raggiungere il punto oggetto di manutenzione a partire dal punto di accesso; possono essere utilizzati per superare sbalzi, vuoti e/o fragilità della copertura stessa oppure, se installati in successione, per collegare dislivelli di quota
Secondo la UNI EN 516 è consentita una inclinazione massima di 3° in qualunque direzione.



Specificità:

Nessuna.


Vantaggi:

• Possibilità di avere un piano orizzontale ove eseguire lavorazioni in copertura.
• Utili per la formazione di stazionamenti nelle coperture fortemente inclinate >50%.



Criticità:

I dispositivi UNI EN 516 (piani di camminamento) necessitano di una struttura portante idonea non solo alla loro installazione ma anche al carico di esercizio.
Inoltre per quelli di classe 2 bisogna tener conto anche:
• del carico aggiuntivo trasmesso alla struttura in caso di caduta dell’operatore
• dell’eventuale effetto pendolo
• del tirante d’aria libero.



Ispezioni:

Le verifiche dovranno valutare la conformità dell’installazione secondo le prescrizioni del fabbricante, la presenza di elementi o sistemi a marchio CE, l’integrità di ogni singolo componente prima e dopo il suo uso e dopo un lungo periodo di inutilizzo.
Revisioni periodiche per verificare la resistenza del sistema di ancoraggio. Annotazioni a cura del proprietario nel manuale d’uso facente parte dell’elaborato tecnico della copertura.






SCALINO POSAPIEDE (UNI EN 516)

Scalino posapiede fissi


Descrizione:

Gli scalini posapiede sono installazioni utilizzate per lavori in copertura, consentono di ripartire e sostenere il carico in maniera uniforme permettendo ad un operatore di stare in piedi o camminare in sicurezza.


Caratteristiche:

La norma UNI EN 516 prescrive che la piattaforma degli scalini deve avere una dimensione minima di cm.13x13. La piattaforma deve avere sui due fianchi laterali un listello o bordo rialzato non inferiore a 2 cm., per impedire lo scivolamento dell’operatore, e deve altresì essere dotata di maniglia o fori di presa.


DPI associabili:

• Imbracatura per corpo a norma UNI EN 361.
• Dispositivo di arresto caduta di tipo guidato UNI EN 353-2
• Doppio cordino con dissipatore di energia UNI EN 354



Classe di distinzione:

• Classe 1 (installazioni che non possono essere usate quali punti di ancoraggio per DPI anticaduta)
• Classe 2 (installazioni che possono essere usate quali punti di ancoraggio per DPI anticaduta).



Impiego:

Gli scalini posapiede consentono al lavoratore di transitare in sicurezza sulla copertura per effettuare le manutenzioni oppure di raggiungere il punto oggetto di manutenzione a partire dal punto di accesso; possono essere utilizzati per superare sbalzi, o fragilità della copertura stessa o dislivelli di quota.
Secondo la UNI EN 516 è consentita una inclinazione massima della piattaforma dello scalino di 3° in ogni direzione.



Specificità:

Devono essere individuate le modalità di installazione.


Vantaggi:

• Superamento di porzioni di copertura con bassa resistenza.
• Utili per la formazione di camminamenti nelle coperture fortemente inclinate >50%.



Criticità:

I dispositivi UNI EN 516 (scalini posapiede) necessitano di una struttura portante idonea non solo alla loro installazione ma anche al carico di esercizio.
Inoltre per quelli di classe 2 bisogna tener conto anche:
• del carico aggiuntivo trasmesso alla struttura in caso di caduta dell’operatore
• dell’eventuale effetto pendolo
• del tirante d’aria libero.



Ispezioni:

Le verifiche dovranno valutare la conformità dell’installazione secondo le prescrizioni del fabbricante, la presenza di elementi o sistemi a marchio CE, l’integrità di ogni singolo componente prima e dopo il suo uso e dopo un lungo periodo di inutilizzo. Revisioni periodiche per verificare la resistenza del sistema di ancoraggio. Annotazioni a cura del proprietario nel manuale d’uso facente parte dell’elaborato tecnico della copertura.